Lettera a Mario Draghi. A scriverla il Comitato Bus Turistici ItalianiServe un ristoro pari al 25 per cento del fatturato perso



Il Comitato Bus Turistici Italiani, per mano del suo presidente Riccardo Verona, ha scritto al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, una lettera in cui, fra le varie tematiche esposte, si pone l’accento sulla grave situazione in cui versa il comparto e sulle aspettative riguardo le scelte politiche ed economiche su cui si gioca il futuro di migliaia di imprese e dei loro lavoratori. 

Un settore, questo dei pullman granturismo, che conta in Italia 6mila imprese, 25mila posti di lavoro e 2,5 miliardi di euro di fatturato annuo per il solo settore noleggio ed è stato uno dei più colpiti dalla pandemia, essendo ancora oggi del tutto fermo.

Nella lettera si porta l’attenzione sulla necessità di interventi urgenti, considerando la pesante perdita di fatturato subìta, pari a oltre 2 miliardi di euro, e la miriade di oneri economici ed amministrativi, come canoni di locazione, Imu su immobili strumentali e oneri per la sicurezza.

Ad accompagnare la missiva una serie di proposte destinate al Governo in vista del prossimo decreto ‘Ristori-quinquies’. Fra i punti salienti, la necessità d’un ristoro effettivo a copertura parziale delle ingenti perdite subite dai bus operator durante il primo anno della pandemia, un rimborso che il Comitato calcola intorno al 25 per cento del fatturato, per una previsione di spesa pari a 500 milioni di euro.

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