Incondi: In Italia su 500 fermate di Flixbus solo 29 sono autostazioniAlcune fermate sono uguali a come erano il giorno del nostro viaggio inaugurale




 

Si è svolto lunedì 8 aprile presso la sede italiana di Flixbus in Corso Como a Milano il quinto FlixTalk, momento di incontro organizzato dall’ex startup bavarese per parlare di mobilità. L’evento, moderato da Sara Venditti, responsabile relazioni pubbliche e comunicazione della filiale italiana della multinazionale degli autobus verde fluo ha visto la partecipazione in qualità di relatori di Marco Marmotti, dell’ufficio regolazione economica dei servizi di mobilità dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), di Tommaso Ferrari assessore transizione ecologica, ambiente, mobilità e lavori pubblici del Comune di Verona, di Paolo Beria, direttore Traspol - research centre on transport policy e professore associato del Politecnico di Milano, tutti ospiti del “padrone di casa” Andrea Incondi, amministratore delegato di Flixbus Italia, Romania e Bulgaria.
Nel suo intervento Incondi ha ricordato che: «delle circa 500 fermate in Italia della rete Flixbus, solo 29 sono autostazioni mentre tutte le altre sono aree di fermata su marciapiedi, molto spesso senza alcun servizio all’utenza».
Il manager lombardo ha poi fatto l’esempio proprio della città di Verona, che al momento non ha un’autostazione, dove la fermata è rimasta nello stesso stato in cui era il giorno della corsa inaugurale Milano-Venezia di Flixbus nel luglio 2015 su cui era presente in qualità di passeggero. Nella città scaligera gli autobus a medio-lunga percorrenza, non solo quelli di Flixbus, effettuano la fermata in viale Girolamo Cardinale, su un marciapiede senza pensilina e senza alcun servizio a disposizione dei passeggeri, con l’unico pregio di essere situato nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova.
Interessante sul punto l’intervento del prof. Paolo Beria: “Oggi, nonostante i volumi di traffico della mobilità su gomma, il concetto di ‘autostazione’ è spesso interpretato in maniera molto minimal: una semplice fermata a bordo strada, senza servizi, strutture e presidio”. Il docente del Politecnico dopo aver citato i casi virtuosi delle strutture di città europee come Stoccolma e Vienna ha poi ricordato che nel nostro paese: “Bisogna guardare con attenzione al sud dove, spesso grazie all’impegno dei singoli operatori privati, sono state realizzate autostazioni più strutturate. Al nord sono più comuni le stazioni nate per il servizio di trasporto pubblico locale, ma non sono sempre aperte agli operatori di lunga percorrenza”.
L’assessore Ferrari ha dichiarato che: “in particolare, in città ad alta vocazione turistica, come Verona, le fermate di stazione per gli autobus a lunga percorrenza dovranno essere un punto focale su cui sviluppare un concetto di intermodalità, con l’obiettivo di garantire un servizio sicuro ed integrato a cittadini e turisti sia dal punto di vista trasportistico che sociale.”Sullo stato attuale delle stazioni l’ing. Marco Marmotti ha voluto sottolineare i progressi fatti in questi anni grazie anche al coinvolgimento degli enti territoriali: «la Delibera n. 56/2018 è stata un importante passo avanti in questo percorso, rappresentando un chiaro impegno nel mettere a sistema un piano che regolasse le autostazioni e coinvolgesse la collaborazione, in particolare, degli enti regionali. Ad oggi, ben 47 siti sono regolati, sia a livello di accesso agli stalli che da un punto di vista delle pratiche commerciali». 
Incondi ha poi ricordato come le autostazioni giocheranno un ruolo fondamentale anche nei prossimi grandi eventi che si svolgeranno nelle grandi citta’, come il Giubileo 2025 a Roma o le Olimpiadi invernali 2026 per Milano. A questo proposito Pullman, coglie l’occasione per rinnovare la proposta lanciata qualche mese fa proprio da queste pagine web, di realizzare l’ampliamento dell’autostazione di Milano Lampugnano sugli adiacenti terreni dove sorgeva la tensostruttura del Palasharp.